Come uccidere la creatività e il pensiero divergente

Uccidere la creatività e il pensiero divergente

Ti voglio raccontare una bella esperienza (almeno per me!) che ho vissuto la scorsa settimana. In una splendida giornata di fine estate, il tramonto dava uno spettacolo unico e i colori dei riflessi arancioni arricchivano il paesaggio. In quella sera la natura regalava ai più osservatori un attimo di creatività assoluta. E' difficile liberare la creatività nella persona per il pensiero divergente che limita la libertà di scelta.

 

non uccidere la creatività. essere creativi

Il pensiero divergente. Impara a conoscere i proiettili killer

Nell'ultimo articolo ho scritto di intelligenza creativa come un processo di acquisizione per tappe. Spesso la nostra creatività è deviata da spinte (devi, non fare ecc..) e da una educazione famigliare, scolastica e sociale troppo rigide e soffocanti. Oggi  voglio scrivere di come imparare a riconoscere le pallottole killer che vanno ad uccidere irreversibilmente la nostra voce della creatività. Le pallottole vengono dal mondo esterno, alcune volte siamo noi stessi per copione a costruirle fornendo comportamenti, parole o atteggiamenti che fanno cadere elefanti interi. Ma andiamo per gradi. L'infografica è molto esplicita: impariamo a riconoscere i proiettili killer che possono arenare la nostra creatività!

 

I killer della creatività. Come uccidere la nostra creatività

Apro una parentesi e poi la chiudo

Apro e chiudo subito una parantesi su un approccio alla psicologia ideato da Berne chiamata analisi transazionale. Nel suo modello della persona, egli afferma che la persona è composta da un genitore, adulto e bambino. Non voglio entrare troppo in un campo così vasto, ma i più esperti affermano che la creatività affonda le sue radici nell'infanzia. Lo stesso D. Goleman afferma che nella vita, le pressioni psicologiche che inibiscono la creatività dei bambini non tardano a manifestarsi. Allora come 2+2=4, possiamo affermare che i comportamenti, pensieri ed emozioni vengono riproposti dall'infanzia andando ad alterare il qui e ora della parte adulta.

modello transazionale per l'intelligenza creativa

I cancri emotivi

Lo sviluppo quindi che ci portiamo dietro è quello di atteggiamenti che non fanno crescere la nostra creatività, dei nostri figli e delle persone che possiamo influenzare. Pensiamo come possiamo lamentarci al lavoro o a casa, oppure come possiamo criticare i nostri colleghi quando non sono presenti. Lo spirito di competizione che abbiamo (invece di fare gruppo e vincere insieme) oppure i continui paragoni che continuamente portiamo avanti perché siamo invidiosi!

Cancri emotivi della creatività. Il pensiero divergente

La mia conclusione

Sicuramente ci troviamo in un passaggio epocale in cui anche un semplice lavoratore deve essere visto come un knowledge worker in cui la creatività sarà tra i primi posti per competenza. Bellissimo il libro di Sthephen Covey in cui seguire la creatività è seguire la voce dell'eccellenza, indicando il modello del paradigma della persona a tutto tondo come un modello di leadership vincente. Avere una coscienza, una visione, una passione dettata da una disciplina fanno di una persona un leader dalla famiglia al posto di lavoro.....ma questa sarà un'altra puntata.

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Commenti: 4
  • #1

    Mia Chabolla (mercoledì, 01 febbraio 2017 16:14)


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